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Luoghi e itinerari
"Informazioni tratte dal sito
internet del Corriere di Como
www.corrieredicomo.it" |
Nelle vicinanze di Santa Maria della
Noce si trova il piccolo oratorio di Sant’Andrea
del Navello ( nelle foto: in alto una veduta
risalente agli anni '80 dell'oratorio con la cascina
antistante. in basso gli afreschi), costruito, secondo
qunto riportato da una lapide, prima del 1607.
L'interno, costituito da una sola navata, è decorato
da stucchi dorati che incorniciano affreschi,
probabilmente del primo Seicento, raffiguranti scene
sacre forse realizzate dai fratelli Della Rovere,
detti Fiammenghini.
Il complesso di Santa Maria della Noce consiste in una
sorta di appartato cortile dove si trova un piccolo
mercato in muratura, costruito tra Sei e Settecento,
probabilmente in luogo di uno precedente in legno.
Ancora oggi, pur mal conservati, rimangono portici,
tettoie, panche e balaustre divisorie che testimoniano
quella che doveva essere la vita di un pittoresco
mercato.
La chiesa fu costruita, come sostiene la tradizione,
nel luogo in cui, all'inizio del Cinquecento, la
Madonna apparve fra i rami di un noce a due bambini
che si erano perduti. La chiesa è addossata a una
torre di impianto quattrocentesco, utilizzata per la
difesa o l'avvistamento. Come progettista viene
indicato Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini,
artista che lavorò molto per San Carlo, ma sembra che
la costruzione fosse stata già iniziata nel 1519 e che
al tempo del Borromeo venissero date solo delle
disposizioni per la sua realizzazione. Tuttavia nel
1606 (come riportano gli Atti della visita pastorale
del cardinale Federico Borromeo) la chiesa era ancora
incompleta. Ancora oggi è incerto se il progetto sia
da attribuire al Pellegrini o a Giuseppe Meda, un
altro architetto assai attivo a Milano in quel
periodo, o addirittura a un ignoto cinquecentesco. Al
Pellegrini sono riconducibili con una certa sicurezza
alcune erme monumentali in stucco poste all'interno,
mentre la porta d'ingresso con le due ante intagliate
è tipicamente secentesca.
Nel santuario sono conservati alcuni dipinti, fra cui
un San Carlo in gloria, risalente al 1618 circa e
attribuito a Pier Francesco Mazzucchelli, detto il
Morazzone, e una tavola raffigurante la Visitazione,
opera di Francesco Crivelli, del XV secolo. Presso la
chiesa era anche stato fatto edificare da San Carlo un
piccolo seminario che testimonia come il luogo avesse
una certa importanza.
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Su un'altura all'estremità del paese sorge Villa
Crivelli (nelle foto: l'edificio e il
percorso per giungervi) , dove pare sia stato ospitato
anche Ugo Foscolo, che comprende i resti di un
castello, abitato dai marchesi Crivelli fino al XV
secolo.
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L'edificio più imponente di Inverigo è
sicuramente La Rotonda ( nella foto ), la villa
che l'architetto conte Luigi Cagnola fece costruire
nel 1813, ma che fu completata nel 1833, dopo la sua
morte, dall'allievo Peverelli. Passata in eredità alla
moglie del Canova e poi ai parenti di questa, marchesi
d'Adda, e infine alla loro ultima discendente, nel
1941 fu posta sotto sequestro e dopo la guerra ceduta
a don Carlo Gnocchi, fondatore della "PRO Juventute",
istituzione destinata ad accogliere i giovani mutilati
di guerra, mutilati civili e poliomelitici.
Il Cagnola volle condensare nella sua villa una serie
di motivi tratti dai monumenti dell'antichità e di
elementi propri dell'architettura rinascimentale.
L'inusitata costruzione dovette suscitare una certo
stupore anche tra i contemporanei, che però ammiravano
a tal punto l'edificio da farne uno dei soggetti più
frequentemente riprodotti nell vedute paesaggistiche
dell'epoca. L'edificio, a pianta quadrata, è
sormontato da una cupola ed è preceduto da un portico
architravato a cui si accede da un'alta scalinata.
Sulla facciata posteriore si trova la loggia, detta
dei Giganti, sostenuta da telamoni scolpiti da Pompeo
Marchesi. L'interno è quasi interamente occupato da
una grande sala circolare che ha dato il nome
all'intera costruzione. Particolarmente bello doveva
essere anche il grande giardino, adornato da cipressi
e pini marittimi.
Nel centro del paese si trova la chiesa parrocchiale,
dedicata a Sant'Ambrogio: realizzata nel Seicento, fu
rinnovata nel corso del Settecento e poi nuovamente
ristrutturata negli anni Trenta del XX secolo.
Conserva molte tele settecentesche e stucchi.
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Del castello
originario rimangono oggi la torre, il corpo di
guardia e le carceri. La trasformazione in villa
iniziò a metà del Seicento e proseguì poi fino
all'inizio dell'Ottocento, con la costruzione dell'ala
più recente su disegni di Leopoldo Pollack. Accanto al
palazzo, ingentilito nella sua imponenza feudale da un
loggiato a cinque archi, si trova un piccolo oratorio
dedicato a San Silvestro. Un doppio viale di cipressi
parte dalla villa scendendo verso est e verso ovest e
risalendo sulle alture vicine. Con il suo chilometro e
mezzo di lunghezza, è considerato il viale privato più
lungo della Brianza. Si tratta sicuramente di una
delle prime realizzazioni prospettiche a cannocchiale
della regione, che avranno tanta fortuna in seguito.
Un lapide testimonia che il viale fu aperto nel 1664
dal marchese Giovanni Battista II Crivelli per
facilitare l'accesso al santuario di Santa Maria della
Noce, allo scopo di ottenere dalla Vergine la grazia
del felice ritorno di due nipoti scomparsi. Il viale
si prolunga poi in una scalinata alla cui sommità si
erge una grande statua diErcole, nota come il
Gigante. A valle, il viale conduce al complesso di
Santa Maria della Noce e alla località del Navello.
Di grande pregio doveva essere il giardino, oggi in
stato d'abbandono, arredato nel XVIII secolo con
statue, serre e piante rare.
Nelle foto: al centro alcune statue di Villa
Crivelli detta anche Castello. A destra il sentiero che
da Santa Maria porta al Castello. A sinistra la
scalinata che dalla statua del Gigante porta al
Castello
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Nella frazione di Cremnago si trova Villa Perego
(nella foto), altra importante dimora in
perfetto stato di conservazione. Tutt'ora abitata
dalla famiglia, è un maestoso edificio settecentesco
in pietra grigia ideato dall'architetto Carlo Giuseppe
Merlo. Al Piermarini dovrebbe essere attribuito un
intervento nella facciata, mentre è certa la
partecipazione di Simone Cantoni, nel 1794-96, alla
costruzione delle scuderie, di alcuni ambienti rustici
e al disegno del giardino. Nell'interno sono
conservate preziose collezioni e un'importante
biblioteca. Nella cappella in giardino sono stati
trasportati affreschi del Bergognone, staccati dal
distrutto convento di Sant’Erasmo, a Milano.Nella
frazione di Romanò Brianza è situata la secentesca
Villa Gallarati, poi Mezzanotte, il cui giardino,
disegnato secondo la tradizione nel XVII secolo da
Francesco Maria Richino, presenta un'impostazione
monumentale e interessanti effetti prospettici.
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A Villa Romanò merita di essere
ricordata la parrocchiale di San Lorenzo, a
struttura tardogotica. La piccola volta a vele che
copre l'ultima campata è decorata con figure dei Padri
della Chiesa e degli Evangelisti, mentre
sull'intradosso dell'arco compaiono busti di Profeti,
sicuramente realizzati alla fine del Quattrocento,
purtroppo abbondantemente restaurati.
Nell'abitato di Pomelasca è conservata Villa
Sormani, circondata da un ampio parco. Residenza
dei conti di Missaglia, è opera dell'architetto Carlo
Amati, che intorno al 1830 trasformò una costruzione
barocca in un edificio neoclassico.
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